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 Cassano allo Ionio

News Calabria - ANSA.it

Le Grotte di Sant'Angelo

fNel complesso roccioso di Monte S. Marco, che sovrasta l’abitato di Cassano, si aprono numerose grotte d’interesse naturalistico, archeologico e speleologico. Nel 1951 lo speleologo F. Orofino fu il primo a visitare le cavità carsiche ai piedi del rilievo roccioso detto Muraglione segnalandole come "antica cava di gesso con stalattiti e stalagmiti gessoso-calcareee".  In particolare una ricca documentazione è stata recuperata nel corso delle esplorazioni compiute dal Gruppo Speleologico Piemontese CAI UGET di Torino. Nel gruppo di grotte che vennero denominate: Grotte Superiore di S. Angelo Cb 103 e nella Grotta Inferiore di S. Angelo Cb 104 lunghe rispettivamente m 1.005  e m 1.325. Dai primi ritrovamenti si comprese che al di fuori della zona del Pollino, le piccole aree carsiche della Calabria potessero riservare piacevoli sorprese, non solo dal lato esplorativo, ma, anche, per la varietà dei fenomeni che si poterono riscontrare: si fa riferimento a forme carsiche in rocce notoriamente poco o per nulla carsificabili, cioè nei graniti, nelle arenarie, nei conglomerati, ecc.

Le Grotte di S. Angelo sono le più belle ed interessanti grotte ritrovate, nel territorio cassanese del Monte Astrolomo. Si pensa che attraversino tutto l’abitato e dopo mezzo miglio si uniscano a quelle di Follea. Esse sono state così classificate:

 
Le Grotte di Sant'Angelo

Nella viscere del Monte S. Marco in Cassano All' Ionio, si snoda uno dei complessi carsici più importante di tutto il Meridione. Questo  grazie alle sue infinite gallerie, che tagliano la roccia nella parte settentrionale della città e dopo mezzo chilometro si uniscono alle Grotte di Follea. Si tratta di grotte che furono abitate dall’uomo primitivo durante tutto il periodo di civiltà litica (90.000 – 4.000 a.C.) e che tuttora conservano vaste ed importanti documentazioni della sua permanenza, che si spinse fino ad epoca storica recente. Tra il 1962 ed il 1963 sono stati ritrovati da S. Tinè ( Università di Genova) numerosi frammenti di oggetti quotidiani in ceramica. Nella Grotta Superiore di Sant'Angelo (strato IV) furono recuperate ceramiche bicromiche e tricromiche; in questo strato vi sono anche strumenti in ossidiana  che testimoniano i contatti con le isole Eolie, oggetti in osso e alcune macine e pestelli in roccia basaltica ed in arenaria.

Esse, prima d’ora, erano state solo parzialmente esplorate e soltanto nella loro sezione iniziale. Le Grotte di Sant’Angelo ci regalano straordinari giochi cromatici, nonché interessanti sorprese, non solo dal punto di vista esplorativo, quanto per la varietà dei fenomeni che si possono riscontrare grazie alle campagne di scavi condotte, a più riprese, tra il 1978 ed il 1983, dal gruppo speleologico “ E. Boegan” di Trieste, recentemente riprese dal gruppo speleologico dello “Sparviere”, splendida realtà locale di Alessandria del Carretto (Il Gruppo Speleologico dello Sparviere ha curato l’edizione di alcuni pregevoli ed approfonditi scritti sulle principali grotte della Calabria, dopo esplorazioni dirette. Spesso, hanno scoperto degli ulteriori sistemi di grotte, consentendo la conoscenza della loro esistenza).

Il Sistema carsico di S. Angelo (2563 metri di sviluppo planimetrico) e la Grotta dello Scoglio (1340 metri), costituiscono, oggi, il sistema orografico del Pollino e di tutte le alture secondarie che scendono verso Cassano tra la valle del Raganello e quella del Coscile fino alla Piana di Sibari.

La disposizione geologica delle rocce presenta due strati sovrapposti, uno dei quali più antico e più interno, risalente all’era secondaria, composto da una formazione granellosa e compatta e da rocce formate da strati calcarei e di dolomiti; l’altro più recente e più esterno, composto da rocce granitiche di origine eruttiva dell’era terziaria.

Sopra questo strato si accumula un terzo strato di rocce di emersione dell’ultima fase dell’era terziaria ( epoca pliocenica) tra cui prevalgono le marne calcaree e quelle sabbiose, le argille con ricchi depositi di conchiglie marine, di fossili di pesci pietrificati e di altri esseri organici, di grotte naturali con abbondanza di splendidi stalattiti e di affascinanti stalagmiti.

I risultati portati dal gruppo speleologico dello “Sparviere”, che nel 1995 hanno indotto a conseguire il primo posto nella graduatoria delle cavità più lunghe della Calabria proprio alle nostre Grotte di S. Angelo. Infatti, sono state individuate nuove caverne, percorsi sconosciuti e finanche una piantina ignota persino alla letteratura scientifica mondiale.

Nel 1996, nel corso di una ricognizione di gruppo, vennero notate delle forme vegetali alquanto particolari. Si iniziò subito uno studio su queste forme di vita ribattezzate “EG”, di cui venne individuata una colonna composta da 40 esemplari. Ogni esemplare è collegato ad una radice madre che emerge in parte del territorio, in alcuni casi unendosi alla stalattite ed assorbendone i liquidi.

Negli ultimi mesi del 1995, sono state scoperte nuove cavità tra le quali ha suscitato grande interesse quella che si apre in Contrada Jotte / Case Drago.

Le dolomie presenti in quest’ultima contrada sono attraversate da numerose fratture in prevalenza incrociate da altre faglie minori. A volte esse raggiungono la superficie permettendo così l’accesso all’uomo. Una di queste, è la Grotta Elia Silvio (profonda m 38).

Esse furono sede stabile di comunità agricole del Neolitico Medio (V e IV millennio a.C.), che, in epoca successiva, furono frequentate da popolazioni dell’Età dei Metalli (III-II millennio a.C.). Le grotte di grande interesse storico e scientifico, furono abitate per un lungo periodo dall’uomo preistorico che lasciò come segno tangibile della sua permanenza in quelle cavità la più antica forma di scrittura documentata dagli esperti, come unica e particolare, della Preistoria italiana.

Nelle stesse grotte, d’origine Carsica, sono stati esplorati alcuni settori con gallerie e sale interne dotate di formazioni stalagmitiche, esempi di vegetazione ipogeica, pozzi e caditoie.

Nelle Grotte di Sant'Angelo si lavorava l'ossidiana (vetro vulcanico ritenuto dalle popolazioni neolitiche prezioso per lucentezza e rarità; era utilizzato per ottenere utensili, armi da taglio, frecce, ed altro. L'ossidiana aprì una delle prime reti commerciali della storia dell'uomo. Esisteva infatti la Via dell'Ossidiana: importata da Lipari, lavorata a Cassano all'Ionio e via mare, esportata al Nord come dimostrano reperti rinvenuti a Trieste con caratteristiche molto simili a quelle ritrovate nel complesso carsico Grotte di Sant'Angelo. Gli oggetti  preistorici ritrovati in queste grotte sono attualmente esposti nel Museo Archeologico di Reggio Calabria.

L'accesso naturale della grotta è posto nella parte alta ed era quello utilizzato dai neolitici che si spingevano fino alla Grande Caverna. La Grotta di Sant'Angelo è distinta in tre cavità: la Grotta Inferiore di Sant'Angelo; la Grotta Superiore di Sant'Angelo e la Grotta Sopra le Grotte di Sant'Angelo. Tutte sono collegate da cunicoli che si estendono complessivamente per oltre 2.500 metri, dandogli il primato delle grotte più lunghe della Calabria seguite dalle Grotte dello Scoglio che misurano 2000 metri.

 

Titolo

ORARIO DI APERTURA

 

Periodo GIUGNO - SETTEMBRE


Ore 9:00 - 13:00    15:30 - 19:00


Periodo OTTOBRE - MAGGIO


Ore 9:00 - 13:00


FESTIVI SU PRENOTAZIONE

 

Comune di CASSANO ALL'IONIO

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P. Iva 00529360786

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