DIVIETO DI BRUCIARE I RIFIUTI PER STRADA: PERICOLO DIOSSINA. L’ORDINANZA COMMISSARIALE
Data pubblicazione : 28-06-2019

Online l’Ordinanza n. 55 del 28 giugno 2019 che vieta di bruciare i rifiuti per strada: multe fino a 500 euro per i trasgressori.

Rifiuti bruciati - Località Bruscate giugno 2019

Bruciare i rifiuti e soprattutto la plastica produce inquinanti altamente tossici come le diossine e gli idrocarburi policiclici aromatici. Le diossine sono molto dannose per la salute umana, soprattutto per i bambini che risultano esposti anche a concentrazioni basse o bassissime.

 

Tra i disturbi legati all'accumulo di diossine nei tessuti e negli organi ci sono: alterazioni del sistema immunitario, anche a dosi molto limitate con riduzione e danneggiamento dei linfociti; danni allo sviluppo fetale, al momento della differenziazione tissutale del sistema immunitario; alterazioni a lungo termine del sistema immunitario, sia in senso immunodepressivo che ipersensibilizzante. Disturbi alla produzione, rilascio, trasporto, metabolizzazione, legarne, azione o eliminazione di ormoni naturali del corpo, responsabili dell'equilibrio biochimico dinamico interno del nostro organismo e della regolazione dei processi riproduttivi e di sviluppo.

 

Bruciare rifiuti di qualsiasi genere è, altresì, vietato dalla normativa ambientale (Decreto Legislativo 152/2006 e ss.mm.ii.) e lo smaltimento illecito è punito, ai sensi dell'articolo 256, con la pena dell'arresto da 3 mesi ad un anno o con una multa che può variare dai 2.600 ai 26 mila euro per i rifiuti non pericolosi, e con le pene dell'arresto da 6 mesi a 2 anni per i rifiuti pericolosi. Se le emissioni prodotte causano poi danno alle persone, come previsto dall'articolo 674 del Codice Penale, è prevista la pena dell'arresto fino ad un mese o l'ammenda fino a 206 euro.

 

Nell'Ordinanza Commissariale n. 55 emessa dall'Amministrazione Straordinaria in data odierna, 28 giugno 209, si ricorda anche che l’art. 256-bis del D.lgs. 152/2006 dispone che chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata è punito con la reclusione da due a cinque anni.

 

Sempre secondo la citata norma, nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni ed il responsabile è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e al pagamento, anche in via di regresso, delle spese per la bonifica.

 

Inoltre, il TU sull'Ambiente dispone anche che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, D.lgs. 152/2006 dispone che chiunque effettua attività di incenerimento o di co-incenerimento di rifiuti pericolosi è punito con l'arresto da uno a due anni e con l'ammenda da diecimila euro a cinquantamila euro.

 

In considerazione di tutto ciò, la Commissione Straordinaria ha ordinato, tra l’altro, il divieto di accendere fuochi per bruciare, dentro e fuori il centro abitato, residui domestici, pneumatici, cartoni, plastica e suoi derivati, nonché erba e altri residui verdi prodotti da giardini e orti. Riassumendo è fatto assoluto divieto di “compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato d’incendio e/o inquinamento dannoso alla salute pubblica”.

 

L’inottemperanza dell’Ordinanza n. 55/2019 è punita con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dell’importo che va da un minimo di euro 50,00 ad un massimo di euro 500,00 con le modalità previste dalla legge 689/81.

 

VAI ALL'ORDINANZA N. 55/2019

 

E.G

indietro
HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in : 1.039 secondi
Powered by Asmenet Calabria