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Eventi

A.G.E.S.C.I., I COMMISSARI ALLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “SEGUIRE LA SFIDA”

“Senza tempo, non c’è educazione”, perciò nel nuovo vocabolario educativo è necessario inserire la parola “tempo”. Questo l'invito del Vescovo Monsignor Savino alla presentazione del progetto educativo “Seguire la sfida” del gruppo A.G.E.S.C.I. di Cassano All’Ionio. All’evento hanno partecipato anche i Commissari straordinari, dottori Muccio e Pacchiarotti.

Il gruppo A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), Gruppo Cassano 1 ”Mons. G. Bruno”, ha presentato oggi, 12 maggio, il progetto educativo “Seguire la Sfida” e la Carta degli Impegni.

 

In un’Aula Magna gremita dagli studenti e non solo, che hanno seguito con attenzione e costanza i lavori, si sono vissuti momenti di intensa emozione a testimoniare come di realtà come i gruppi Scout, oggi più che mai se ne sente il bisogno. Realtà che sappiano, educare, progettare, perseverare, incrementare e testimoniare il loro impegno educativo verso il bene, la legalità, la giustizia e una sana cultura del lavoro. Tutto questo è il Gruppo A.G.E.S.C.I. di Cassano, che ha voluto ribadire i suoi valori e i suoi intenti nella “Carta degli impegni” presentata dal Capogruppo Andrea Selvaggi.

 

Al tavolo della Presidenza la Dirigente dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Erodoto di Thurii”, Dott.ssa Anna Liporace; Monsignor Francesco Savino; il Procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla; il dottor Antonio Di Matteo, pedagogista e dirigente scolastico in pensione; la Capogruppo degli Scout, Madre Caterina Croci; il moderatore dei lavori, il giornalista Luigi Cristaldi. In sala, oltre ai docenti anche tante autorità, fra queste i Commissari Straordinari che amministrano il Comune di Cassano All’Ionio, Vice Prefetti Mario Muccio e Roberto Pacchiarotti; il Consigliere regionale Gianluca Gallo; il rappresentante della Guardia Costiera di Corigliano Calabro, Capitano Canio Maddalena; il Capitano dei Carabinieri Cesare Calascibetta.

 

“Viviamo – ha dichiarato il dottor Muccio nel suo intervento - un’epoca dove è forte una certa “degenerazione antropologica”. Visitiamo spesso molti “non luoghi” dove si trascorre il tempo libero, attraversiamo percorsi meramente virtuali e non concreti, che non favoriscono la crescita di adeguati e coerenti progetti e adottiamo stili di vita che, purtroppo, impediscono il formarsi del dialogo fra diverse generazioni, utili per condividere memorie, esperienze, competenze, valori ed impegni comuni”.

 

“Viceversa – ha continuato il Vice Prefetto -, in Voi si percepisce il desiderio di progettare e costruire il futuro, prefigurandolo, con sobrietà ed intelligenza senza porre in essere atteggiamenti narcisistici”.

“Il progetto educativo che oggi presentate – ha sottolineato l’amministratore di Cassano - ne è testimonianza, con la consapevolezza della necessità di essere liberi superando ogni esasperato e inconcludente particolarismo”.

 

Poi l’augurio di buon lavoro da parte dell’Amministrazione Comunale di Cassano allo Jonio “che - dice il Commissario - è e sarà al Vostro fianco”, per affermare “quella “educazione morale della vita pubblica”, che don Sturzo, già nel 1938, auspicava per contrastare efficacemente i rapporti diretti con la piazza, reale o virtuale, - con l’identificazione mistificatoria tra presunti “capi” e “popoli indistinti” - e per garantire ed attuare una compiuta “armonia” tra politica e morale, alla base della più autentica responsabilità civica”.

 

Il Preside Antonio Di Matteo nel suo accorato intervento, nel plaudire l’azione dell’A.G.E.S.C.I, ha confessato che è stato il figlio - Scout da sempre - a ricordargli che lo scoutismo è una scelta di vita e, al contempo, uno stile di vita. In questo movimento si imparano gli insegnamenti cristiani giocando e divertendosi. Insieme si impara il rispetto della natura e dell’ambiente, il rispetto delle regole, l’educazione al servizio del prossimo occupandosi anche, e soprattutto, dei più bisognosi. Da qui la necessità di fare rete. Solo un volontariato sempre più partecipe e protagonista, consapevole del proprio ruolo, capace di coordinarsi e fare sistema, può rispondere prima e meglio ai bisogni delle persone meno fortunate.

 

Le conclusioni dei lavori sono state affidate al Vescovo della Diocesi di Cassano All’Ionio, Monsignor Francesco Savino il quale, mettendosi “davanti all’occhio di chi gli stava di fronte”, per mantenere desta l’attenzione dei ragazzi, ha voluto sfatare un pregiudizio che ha attraversato intere generazioni. Dai tempi di Socrate a quelli di Esiodo, passando per i Babilonesi, gli adulti hanno sempre criticato i giovani dimenticando di essere stati adolescenti anche loro. Gli adulti tendono a confrontare la propria gioventù con quella attuale, senza considerare, però, una variabile fondamentale: il momento storico in cui viene vissuta. Quindi, dice Monsignor Savino, meno stereotipi e pregiudizi, e più comprensione reciproca.

 

Poi l’invito a scrivere un nuovo vocabolario educativo in cui inserire a chiare lettere la parola "tempo". Più tempo per il proprio partner, più tempo per i figli, più tempo per se stessi e, soprattutto, più tempo per i sentimenti. Per i sentimenti veri e non per le fugaci emozioni.  Il “tempo” è la condicio sine qua non per educare: “Senza tempo – afferma il Vescovo – non può esserci educazione”. Infine lo stravolgimento dell'adagio cartesiano "cogito ergo sum" che Monsignor Savino trasforma in “amor ergo sum”, ossia “sono amato, perciò esisto”. Il Presule così attribuisce all'amore un enorme potere salvifico. Per  don Francesco sentirsi amati è un antido sicuro contro la depressione e contro quella rabbia che, sovente, spinge un adolescente verso chine pericolose.


E.G.

*Foto di Aldo Jacobini

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