Le Fontane

LE FONTANE DI CASSANO

Non è un caso se Cassano All’Ionio è chiamata anche “Città delle acque”. La testimonianza della ricchezza d’acqua e anche del buon sistema di distribuzione idrica adottato nei secoli passati, è data dalle tante fontane e fontanelle che si trovano soprattutto nel Centro Storico cittadino. Le fontane, non erano solo un mezzo per l’approvvigionamento pubblico dell’acqua, ma anche ornamento e, soprattutto, luogo d’incontro. Alcune fontane di Cassano sono imponenti, veri e propri monumenti diventati simbolo della cittadina calabrese.

FONTANA DEI CAPUCCINI

La Fontana dei Cappuccini deve il suo nome alla vicinanza con l’omonimo ex Convento. La fontana risale alla fine del 700. Due cannelle in stile arabo-normanno scaricano l’acqua in altrettante vasche cilindriche, ricavate da un unico blocco di pietra e sormontate da un timpano.

FONTANA DEI TRE LEONI

Di sicuro la Fontana dei Leoni, dal punto di vista artistico, è la più importante. Si trova in Piazza Sant’Eusebio, la piazza dove ha sede la Basilica minore, ed è costruita in travertino nel 1794 su progetto dall'architetto napoletano Bartolomeo Grasso. L’acqua sgorga da un giglio sulla sommità di un bacino, posto su un tronco di piramide al centro di una grande vasca. Alla base della piramide, tre maestosi leoni accovacciati ricostruiti sull’immagine delle sculture originarie di notevole valore che risalivano al XV secolo che, purtroppo, sono state trafugati

FONTANA DELL'ACQUA SULFUREA (ACQUA STUFA)

La Fontana dell'Acqua Sulfurea, ormai entrata di diritto nella “cartolina” di Cassano, accoglie il visitatore con le sue otto cannelle. La fontana, infatti, Poggia su una base ottagonale con una cannella in stile arabo normanno per ogni lato. Ogni cannella ha la sua piccola vasca in pietra. In cima all’ottagono, che si restringe verso l’alto, un bacino in pietra ornato da una guglia. L’abbeveratoio è stato ricostruito in mattoni e decorato con sei teste di leone, scolpite da Franco Malomo

FONTANA DI PAGLIALUNGA

Fontana di PalglialungaLa Fontana della Selciata, detta anche Paglialunga, prende il nome del rione in cui si trova. Composta essenzialmente da un monolito in pietra dura con cannelle, ornate da protomi animali, e decorata da un timpano con stemma. Ancora visibile sul muro di sostegno, l'iscrizione latina: "Bibe dum fluam, mox defluam, sic eunt omnia" (Bevi mentre scorro, tra poco non scorrerò più, così vanno tutte le cose).

FONTANA PIE' D'ULIVO

La Fontana Piè d’Ulivo ha una vasca ricavata da un monolito di selce. È divisa in tre piccoli bacini da due muretti, l’acqua defluisce dalle cannelle dei due laterali nel centrale, che fungeva da abbeveratoio per gli animali. Un semplice timpano a coronamento. Questa fontana è stata oggetto di restauro nel 1979. La vasca, ricavata da un monolitico di selce, è lavorata a mano, ed è suddivisa in tre scomparti: due vaschette laterali, alimentati da due getti d'acqua potabile di dimensione di circa 60x60 centimetri, mentre l'abbeveratoio centrale, misura circa 120x60 centimentri. Le vasche è l'abbeveratoio sono poggiate a una parete terminante a forma di triangolo isoscele. Gli interventi di restauro di fine anni 70 ne hanno alterato la struttura originaria, realizzata con materiale povero. La struttura ne risulta rinforzata ma ha perso un po' di quella patina che raccontava la storia della gente semplice  e povera di una Cassano di altri tempi.  Oggi questa fontana rimane come simbolo e ornamento del il Rione Piè d'Ulivo.

FONTANA DEL PALAZZO O DI LARGO PLEBISCITO -

Largo Plebiscito si apre alla fine della discesa di Chiarenzo. Questa piazzetta del Centro Storico di Cassano  ospita una fontana molto bella: "a funtuone d'u palazze" (la fontana del palazzo) poiché si trova nel cortile esterno di Palazzo Paterno. La struttura, con colonne a bassorilievo a sostegno di un semicerchio con stemma ovale, è forse la più originale. Da due cannelle separate, decorate con protomi d’animali, l’acqua defluisce in due vasche circolari. in quanto si trova ubicata in quello che era un tempo il cortile esterno del palazzo Paterno che, tuttora, fa bella mostra di se. Questa fontana ha un aspetto davvero monumentale, poichè il muro di sostegno,interamente realizzato in mattoni a vista. Dietro la fontana, è collocata la vasca serbatoio per la raccolta delle acque, interamente realizzata in muratura. Nel 1970 anche questa fontana è stata restaurata e anche se la struttura originaria è stata in parte alterata, il risultato estetico è tale da far legare comunque la fontana con l'ambiente circostante.

FONTANA DELLA VILLA COMUNALE

Fontana Villa ComunaleIl visitatore che arriva a Cassano, da qualsiasi parte voglia accedere al Centro Storico, incontra la Villa Comunale, in gergo detta a Cassano "la Villa", situata in leggero pendio a ridosso del Palazzo di Città. Al centro della Villa campeggia una fontana monumentale degna di nota. Questa fontana non ha uno stile definito. Nella sua struttura, infatti, si fondono elementi barocchi e neoclassici. Ci sono due vasche ciroclari, una più piccola sopra dove si riversa l'acqua, e l'altra più grande al di sotto, quasi a fare da base. Dalla vasca di base si erge una collinetta in pietra con alla sommità un basamento eptagonale; su questo poggia una seconda vasca di diametro ed ampiezza inferiore. Da qui si erge la colonna rotonda a balze, sovrastata da una tozza cupola; dalla parte superiore di ognuno dei tre lati più ampi sono poste le cannule con protome leonine dalle quali fuoriesce l'acqua. La fontana originariamente si trovava a fianco alla Chiesa di San Domenico, fu trasferita nel sito attuale quando fu costruita la Villa per abbellirla.
FONTANA NUOVA

È la più recente delle fontane di Cassano. La costruzione della Fontana Nuova risale, infatti, al 1870 e ha dato il nome anche al Rione. Oggi è priva di acqua e il suo stato non è buono. Le  due cannelle erano decorate con protomi (figure mitiche di uomini o animali a mezzo busto) e la vasca ricavata da un blocco di pietra rettangolare. Situata in Via Indipendenza, la si può trovare in una ripida discesa, proseguendo dopo l'effige di Sant'Antonio,sul lato Sud-Ovest dell'Orto di Nola. Originariamente, era costituita da una vasca monolitica di forma rettangolare che fungeva da abbeveratoio. La vasca riceveva l'acqua da due cannelle, rappresentanti i due protomi ancora visibili. a fontana è appoggiata a un muro. La parte superiore originariamente presentava un ornamento a forma di triangolo isoscele su cui era raffigurato uno stemma, presumibilmente appartenente alla famiglia che aveva realizzato la fontana. Con il lavori di restauro eseguiti nel 1997, tale ornamento, quasi distrutto dall'incuria e dalle intemperie, è stato completamente ripreso. Purtroppo il timpano con stemma, invece,  è andato perduto irrimediabilmente. Oggi Fontana Nuova mostra l'iscrizione, "sez. 883", il cui significato non è noto; dei protomi non resta traccia e , purtroppo, dopo gli interventi di pulizia e di restauro, alcuni vandali hanno trafugato due delle tre vasche in pietra e una delle due cannelle. La fontana oggi assolve solo una funzione decorativa.


I LAVATOI

A tirare il filo che unisce ieri e oggi, stabilendo un dialogo armonico tra la città moderna il contesto rurale che le ha dato origine, due vecchi lavatoi. Gli antichi lavatoi sono macchine del tempo che raccontano la città del passato, la vita quotidiana dei nostri avi e quelli di Cassano sfoggiano, in tutta la loro semplicità, una encomiabile qualità architettonica.

 

"U' lavature di Vrichi”

lavatoioVia Generale Diaz ai cassanesi è meglio nota come “I Vrichi”. La strada prende il nome dal nome "vrica", ossia brica o tamerice, pianta mediterranea molto diffusa nell’area. Si tratta di un piccolo albero con portamento arbustaceo conosciuto anche come “arbusto del deserto”. Il suo nome deriva dal vocabolo ebraico “tamaris”, con il significato di “scopa” poiché è stato associato il fogliame tipico della tamerice alla parte della scopa utilizzata per spazzare, così come accade anche per una particolare tipologia di ginestra conosciuta come cytisus scoparius. A questo proposito, la tamerice, nel suo tipo tetrandra, è conosciuta diffusamente anche con il nome di “scopa marina”.

Il lavatoio di Via Generale Diaz mostra una vasca monolitica divisa in due parti da un muretto in pietra e circondato da una recinzione in muratura.

 

Lavatoio dei Macelli o di Piè d'Ulivo

Lavatoio piè ulivoSi trova nell’omonima via meglio conosciuta come quartiere Piè d’Ulivo. La costruzione del Lavatoio dei Macelli risale al 1793, data ancora ben leggibile sul frontespizio. È formato da una grande vasca rettangolare divisa in due e circondata da massicce colonne, uniche superstiti di una antica copertura. Si racconta che il lavatoio "Piè d'ulivo" era dotato di una copertura atta a proteggere le donne dalle intemperie quando lavavano i panni. Il suo ingresso era posto tra due dei pilastri che, alternandosi per l'intero perimetro,  sostenevano la copertura. All’interno c'era un'unica grande vasca rettangolare, divisa in due da un muretto da cui sgorgava l'acqua che alimentava le fontane. Originariamente, all'interno, lungo il muro di cinta erano collocate delle vaschette, probabilmente utilizzate per poggiarvi i panni già trattati con il sapone e già "assingereate" (risciacquati). Il lavatoio fu costruito lontano dalle case. Negli ultimi anni il lavatoio è stato ristrutturato e, oggi, come si vede dalla foto, le nuove abitazioni sono a ridosso delle sue mura permetrali. Non è più utilizzato per lavare i panni ma dalla sua posizione si può godere un bellissimo scorcio del centro storico.

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