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LE SPIAGGE DORATE DI SIBARI: UN TUFFO NEL MARE DELLA COSTA IONICA
Mare di SibariIl tratto di costa ionica che rientra nel Comune di Cassano All’Ionio è spettacolare. Impossibile non rimanere affascinati dai colori delle sue spiagge, immense distese di sabbia dorata contornate dal verde intenso delle pinete, incorniciano i colori ineguagliabili del mare che dal verde smeraldo sconfinano nelle più svariate tonalità di blu. Alle spalle il tutto sembra essere quasi protetto da una corona di monti, gli stessi che conferiscono all’intero territorio cassanese un clima mite in ogni stagione. Per gli amanti del mare, delle spiagge incontaminate, della buona cucina e degli Scavi della Magna Grecia, il litorale di Sibari è la meta giusta. Sul litorale si affacciano spiagge a balneazione libera e tantissimi Lidi attrezzatissimi che effettuano servizi di Ristorante, Bar, Pizzeria, Discoteche, Animazione per grandi e piccoli, oltre al normale nolo di ombrelloni, sdraio, lettini, pedalò e quant’altro. E per chi non vuole rinunciare allo shopping nemmeno in vacanza, da ogni lido si può raggiungere con estrema facilità Sibari centro, Cassano e, soprattutto, Marina di Sibari che offre di tutto, dai negozi di abbigliamento, alle gioiellerie, ai negozi tipici, ai supermercati e ogni altro tipo di attività commerciale, ricreativa, e ristorativa.

IL GIGLIO DI MARE DI SIBARI

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Passeggiando sule spiagge di Sibari da giugno e settembre ci si imbatte in distese di candidi fiori che emanano per l’aria salmastra un profumo dolcissimo: il giglio di mare o Pancrazio. Si tratta di un fiore raro che trova ancora sulla incontaminata costa cassanese il suo habitat ideale. Il giglio di mare appartiene di fatto alla famiglia delle amaryllidaceae e condivide con i veri e propri gigli solo la grande infiorescenza bianca. Il suo nome ha origini dal greco pan (tutto) e krátos (forza). Nonostante il suo aspetto delicato, infatti, si tratta di una pianta molto resistente e dai contenuti alcaloidi potenti. Non a caso, anche se nell’antichità era utilizzata in medicina, il Pancrazio oggi è considerata tossica.

 

Pianta perenne alta circa cinquanta centimetri, passa l’inverno nella sabbia sotto forma di bulbo e il suo candido fiore produce una capsula che contiene semi di colore nero dalla disseminazione molto particolare detta “idrovora”, cioè che avviene tramite l’acqua delle onde marine.

 

Il giglio è anche uno dei fiori più antichi, il cui nome deriva dal celtico li che significa bianco e simboleggia da sempre e in tutte le culture la purezza e l’innocenza, motivo per cui Santi come ome San Giuseppe e Sant’Antonio, molto venerati nel Sud Italia, sono raffigurati con dei gigli tra le mani. Secondo la leggenda il primo giglio è sbocciato dalle lacrime di Eva quando fu cacciata da Dio dal Paradiso terrestre.

 

In Calabria il giglio di mare è legato senz’altro alla mitologica greca e alla figura di Hera, o Giunone, dea protettrice delle donne e della fecondità. Si narra che Giunone allattava al seno il piccolo Ercole per renderlo immortale ma questi succhiava con tanta foga che dal seno caddero alcune gocce di latte i cui schizzi verso l’alto andarono a formare la Via Lattea, mentre andando in basso approdarono sulla Terra dando vita ai magnifici gigli di mare.

 

Essendo il giglio di mare una pianta a rischio di estinzione per l’inarrestabile urbanizzazione delle coste, molte regione già da tempo l’hanno inserito tra le pecie protette. Non ha fatto da meno il Sindaco di Cassano All’Ionio Giovanni Papasso che con l’Ordinanza n° 61 del 20 giugno 2013 ha vietato “la raccolta e il calpestio del giglio di mare (Pancratium maritimum) specie caratteristica degli habitat tutelati dalla Dir. 43/92/CEE 2010 (dune mobili embrionali) e 2210 (dune fisse del litorale del Crucianellion maritimae). Nonché specie protetta da leggi regionali inclusa nella lista rossa regionale con lo status di minacciata (EN) Endangered”.

 

Vai all'Ordinanza n° 61

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