VILLA FORASTEFANO, DAL BENE CONFISCATO AL BENE COMUNE: NASCE IL CENTRO “DOPO DI NOI”
Data pubblicazione : 21-11-2017

Nasce il Centro “Dopo di noi”. Villa Forastefano diventerà la casa dei "ragazzi speciali": consegnate al Comune di Cassano le chiavi del bene confiscato.

Diventerà la casa dei "ragazzi speciali" la villa del boss Forastefano: il 20 novembre il Comune di Cassano All’Ionio ha ricevuto ufficialmente le chiavi del bene confiscato.

Alla presenza del Sindaco Giovanni Papasso, del Segretario Comunale Dottor Antonio Fasanella, della Giunta al completo, dei Consiglieri di maggioranza, di molti funzionari del Comune, del Presidente di Casa Serena Rosella Garofalo, degli operatori della stampa, compreso le emittenti Rai 3 e TeleLibera Cassano, il Dottor Antonio Lavorato, in rappresentanza dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha consegnato all’Architetto Anna Maria Aiello, Responsabile del Settore Urbanistico, le chiavi della villa Forastefano.

La confisca del bene avvenne a giugno 2013. All’epoca la Guardia di Finanza della compagnia di Sibari eseguì due decreti emessi dal tribunale di Cosenza confiscando beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. I beni confiscati erano tutti riconducibili a un uomo legato alla compagine 'ndranghetista dei Forastefano. Il tribunale di Cosenza aveva già disposto, in tempi diversi, il sequestro dei beni oggetto di confisca. Fra questi anche la villa sita in contrada Don Giacinto di Doria, frazione di Cassano, con annesso terreno e dependance. Si tratta di una costruzione che conta nove vani più accessori e di un lotto di terreno di circa 2.600 metri quadrati. Nel 2010, a seguito della sentenza emanata dalla Corte di Cassazione nel 2013, il provvedimento avviato dal Tribunale di Cosenza – sezione misure di prevenzione - in  danno del boss Vincenzo Forasteno, è divenuto definitivo.

Dal canto suo, l’Amministrazione comunale nel mese di settembre 2016, aveva manifestato l’interesse ad acquisire al proprio patrimonio indisponibile i beni confiscati in questione per destinarli a finalità sociali. Il 20 novembre 2017, finalmente la consegna: villa Forastefano e terreno attiguo diventano ufficialmente patrimonio indisponibile del Comune di Cassano Ionio.

“Oggi è un giorno importante per tutta la nostra comunità e non solo - ha affermato il Sindaco Gianni Papasso - perché un bene sottratto alla malavita organizzata sarà utilizzato per scopi benefici finalizzati al bene collettivo. In questo modo l’amministrazione che mi onoro di rappresentare vuole rilanciare ancora una volta il concetto di legalità a noi tanto caro e per il quale ci battiamo ogni giorno. Questa villa diventerà un centro per ragazzi speciali, un impegno che avevamo preso con la madre di un giovane diversamente abile preoccupata della sorte del figlio. Ci chiese che cosa ne sarebbe stato del ragazzo “dopo di loro”, ossia dopo la morte dei genitori. Da qui il nome: “Dopo di noi”. Un’altra promessa mantenuta. Un’altra dimostrazione di quanto questa Amministrazione abbia fatto della solidarietà un punto qualificante del suo agire. Di quanto vogliamo e sappiamo stare dalla parte dei più deboli anche quando questo ci è costato e potrebbe ancora costarci molto caro”.

“Tra l’altro – ha continuato il primo cittadino – mi piace rimarcare che oggi la consegna al Comune di Cassano delle chiavi del bene confiscato, avviene nello stesso momento in cui a Cosenza l’onorevole Rosy Bindi e il Ministro Marco Minniti stanno firmando il protocollo di legalità sugli appalti. Ed è anche per questo che la manifestazione di oggi assume un significato ancora più forte e concreto a dimostrazione di quanto abbiamo fatto e continueremo a fare per contrastare la criminalità organizzata e perseguire legalità e trasparenza”.

Ora l’Amministrazione guidata da Papasso deve attivarsi per adeguare il bene alla nuova destinazione d’uso. E per farlo, spiega il Primo Cittadino, si utilizzeranno i finanziamenti derivanti dal POR Calabria FESR 2014-2020 - Inclusione sociale – il cui bando è stato già emanato.

La sottoscrizione congiunta del verbale di consegna dei cespiti impone al Sindaco una serie di adempimenti. Il primo è di provvedere alla trascrizione dell’atto presentando la domanda di voltura all’Ufficio Provinciale dell’Agenzia del Territorio. Poi, entro sei mesi, al Direttore dell’ANBSC, si dovrà trasmettere la relazione sullo stato della procedura di assegnazione e utilizzo dei beni. Espletate tutte le procedure burocratiche, si dovrà procedere subito alla realizzazione del Centro. Entro un anno, infatti, la struttura dovrà essere pronta per le finalità indicate, pena la revoca da parte dell’Agenzia del trasferimento con conseguente nomina di un Commissario con pieni poteri sostitutivi.

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