IL SINDACO PAPASSO COMMEMORA I CADUTI DELLE GRANDI GUERRE
Data pubblicazione : 05-11-2017

Il Sindaco Papasso a Lauropoli commemora i caduti delle grandi guerre e rende onore alle Forze Armate.

A Lauropoli la  Festa delle Forze Armate e la Commemorazione dei Caduti di Tutte le Guerre è diventata una tradizione. Quest'anno il comitato organizzatore, guidato dal Presidente Professor Nociti, ha invitato la fanfara dei Bersaglieri di Isola Capo Rizzuto. Alla Cerimonia ha partecipato, tra gli altri, anche il Primo cittadino di Cassano il quale, nel suo interventodopo i ringraziamenti dovuti e sentiti al comitato organizzatore della giornata, ha dichiarato: "Passano i decenni, ma non passa il dolore per tante vite umane strappate agli affetti dei loro cari, dall'assurdità della guerra. Questo perché, quel dolore, quel sacrificio, quelle sofferenze non possono essere voltate come una pagina di un libro. Quel dolore, quelle tragedie rappresentano un patrimonio di straordinaria ricchezza per ciascuno di noi, affinché nella vita di ogni giorno e nella vita delle istituzioni, si possano preservare e rinvigorire l'eroismo, il sacrificio e l'amore per la Patria".

 

"Siamo qui perché crediamo che la libertà e la democrazia vanno difese anche attraverso la conoscenza della storia della patria e mediante l'onore che va tributato alla memoria di tante vite umane che hanno reso possibile, con il loro sacrificio, la nascita dell'Italia Repubblicana; unita, libera e solidale".

 

"C'è un messaggio forte e chiaro che giunge a noi dalla costituzione italiana: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Non si può, nel terzo millennio, immaginare la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali; eppure l'egoismo umano è sempre pronto a dichiarare nuove guerre per realizzare i sogni di potenza.
La storia insegna che le guerre non producono vincitori, ma solo sconfitti. In sostanza la guerra non serve a niente, all'infuori di distruggere vite umane e ricchezze economiche, ambientali, culturali e procurare sofferenza, miseria, morte".

"Oggi, sta crescendo la consapevolezza che la pace si costruisce partendo dal popolo, quello della pace, che ha fatto suo il grido di dolore di Giovanni Paolo II mai più la guerra e che ci conduce verso lo scenario ipotizzato da un grande Presidente degli USA, John Kennedy: L'umanità deve porre fine alla guerra o la guerra porrà fine all'umanità. Una ricorrenza quella del 4 Novembre che dovrebbe divenire occasione di studio, di riflessione, di confronto altrimenti il passato rischia di non aiutarci a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell'ora presente. E poi amiamo il nostro tricolore, la bandiera italiana, simbolo di pace, giustizia e libertà, per la quale in tanti sono morti, dispersi, distrutti per sempre".

 

"Il nostro paese ha bisogno di ciascuno di noi, ma c'è bisogno soprattutto di non disperdere la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani: non trascuriamo la loro vita, restiamo. A noi, uomini, donne e giovani di questo nostro tempo, la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire ed amare la nostra Italia, la nostra amata Patria, con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre forze. Solo così onoreremo e ringrazieremo degnamente i caduti di tutte le guerre".

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